Martha is Dead – Recensione

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A meno che non viviate nelle caverne, difficilmente non avrete sentito parlare di Martha is Dead nelle ultime settimane. L’horror psicologico confezionato dai ragazzi di LKA Games (A.k.a i signorotti di The Town of Light) è stato al centro di una polemica a causa delle censure volute da Sony per la versione PlayStation. In particolar modo, in un messaggio pubblicato sui canali social ufficiali del team di sviluppo, arrivava l’avviso di sequenze di gioco rimosse e completamente stravolte, lasciando presagire grosse differenze tra il prodotto arrivato sulle console del colosso nipponico e quello che nello stesso istante doveva approdare su tutte le altre piattaforme annunciate.

Un messaggio che non entrava troppo nello specifico, ma è bastato per proporre una nuova discussione nella nutrita community italiana, che si è schierata contro la decisione di applicare determinate censure nel promettentissimo Martha is Dead. Non è una novità che in casa Sony certi contenuti siano decisamente off-limits: a portare avanti l’esempio sono gli escamotage adottati in Devil May Cry 5 per coprire parzialmente le nudità di Trish o Lady, o se vogliamo agitare ancor di più il coltello nella piaga, basti pensare alla lenta diminuzione dei contenuti a sfondo sessuale prodotti soprattutto in Giappone (Senran Kagura Seven dove sei finito?). Insomma, questi sembrano essere un vero e proprio tabù nella famiglia PlayStation, ma non dobbiamo dimenticarci che siamo qui per parlarvi del nuovo gioco di LKA Games. E per farlo, dobbiamo (ma soprattutto vogliamo) addentrarci nel cuore di questa recensione.

Martha is Dead

Martha is Dead Recensione: crisi d’identità

Martha is Dead è un titolo intricato, coinvolgente e macabro, ma che nelle sue intenzioni narra un racconto non troppo distante dalla nostra realtà. La nuova avventura di LKA Games vuole infatti raccontare due storie parallele: in primis il secondo grande conflitto vissuto dall’umanità e l’invasione nazista in Italia; in secundis il destino che unisce le sorelle Giulia e Martha K. Nonostante la valenza storica della Seconda Guerra Mondiale e degli eventi che hanno coinvolto l’Italia, questo non è altro che lo sfondo e il contesto per un qualcosa di decisamente tragico, il quale ci riconduce al titolo: “Martha is Dead”. Giulia e Martha sono gemelle, persino i genitori faticano a distinguere le due ragazze per quanto si somiglino, sebbene vi siano dei segni particolari che le rendono riconoscibili. Tuttavia, però, un evento tragico scuote la vita delle due fanciulle: non appena il gioco avrà inizio, Martha verrà trovata morta da sua sorella. Come, quando e perché non ci sarà dato saperlo, e tale perdita scuote tutta la famiglia, la quale dovrà combattere un lutto così pesante da sorreggere.

Ciononostante, il racconto di Martha is Dead si addentra in tematiche decisamente delicate, colpendo l’animo del giocatore e la sua sensibilità con una sequela di eventi che sfociano in un qualcosa di più ambizioso e terrificante. Difatti, quel che accade nei primi venti minuti di gioco (circa) è uno scambio d’identità: infatti non viene comunicata la morte di Martha, bensì quella di Giulia, che nel frattempo decide di rubare l’identità della sorella defunta per indagare sulla sua morte in incognito. Ma questo “furto” avviene in una sequenza davvero indigesta, soprattutto per l’utente più impressionabile: il gioco presenterà diversi momenti “onirici” o comunque fin troppo surreali per raccontarci un dato evento o per lanciarci un indizio prezioso per la storia. Fatto sta che in alcuni momenti la nuova creatura dagli autori di The Town of Light si spinge fin dove titoli horror più popolari non hanno osato, puntando soprattutto a traumatizzare il giocatore stesso. E per ovvi motivi, non entreremo nei dettagli per rovinarvi la sorpresa.

La storia inizia dunque come un qualunque thriller: un assassinio che non ha assassini; verità che emergono come funghi nel bosco e pezzi di un puzzle che continuano ad incastrarsi mano a mano che andremo a fondo nella questione. Non passerà comunque molto tempo prima che la vera natura del gioco cominci ad emergere, e gli eventi prenderanno una piega inaspettata. Questo perché inizialmente il titolo ci racconta un plot piuttosto definito con uno scenario fin troppo familiare, e pian piano si addentra in un qualcosa di più intricato e coinvolgente, spiazzandoci con diversi momenti chiave che anche vissuti in maniera “passiva” sono riusciti a turbarci quanto basta per non scordarceli.

Martha is Dead

Alla scoperta della verità, una foto dopo l’altra

La validità della narrazione di Martha is Dead passa anche attraverso una serie di elementi che rendono quest’esperienza ancor più piacevole. Prendendo le basi proposte in The Town of Light, il giocatore vivrà per tutta l’avventura un unico ambiente, ossia il casale dove vivono Giulia e Martha nel cuore della Toscana, a San Casciano. Massimizzare una mappa di gioco così piccola non è mai un compito semplice, eppure con l’evolversi degli eventi, girare per la residenza della famiglia K. e dintorni (tra cui un bosco, un lago ed un cimitero situato nelle vicinanze) sfogliando documenti e raccogliendo diversi oggetti, si potranno scoprire dettagli alquanto interessanti sul background narrativo del gioco. Ma la nostra lente d’ingrandimento – nonché strumento principale che costituirà un pilastro fondamentale del gameplay – sarà una macchina fotografica Recoill.

Giulia è infatti una grandissima appassionata di fotografia, tant’è che è proprio scattando delle foto al lago scoprirà il corpo di sua sorella Martha. La Recoill sarà dunque la nostra fedelissima compagna in questa avventura, e con essa dovremo scattare le foto regolando diverse funzioni della suddetta macchina. Ripercorrendo la valenza storica, il giocatore dovrà inquadrare l’obiettivo, metterlo a fuoco e dargli la giusta esposizione regolandosi con la luce naturale, dopodiché, a seconda dell’obiettivo o momento della giornata, dovrà applicare una lente per ottenere il giusto filtro. Una volta scattata la foto, il prossimo step sarà quello di recarsi nella camera oscura situata nella cantina della casa: dovremo imprimere sulla carta lo scatto fino ad ottenere una fotografia con un processo manuale. Parallelamente, quindi, l’opera permette al giocatore di sperimentare in prima persona quella che era una volta un passatempo che raccontò tantissimi eventi storici, lasciandosi coinvolgere soprattutto dal flusso dei pensieri di Giulia mentre elabora le pellicole realizzate. La macchina fotografica sarà accompagnata da diversi accessori che renderanno l’atto della foto sempre più particolare e stratificato, tra cui un cavalletto e il flash.

Ciò che più abbiamo apprezzato di Martha is Dead è l’utilizzo del telegrafo per fornire delle informazioni attraverso il codice morse. Personalmente non conosco affatto tale alfabeto, ed inizialmente mi sono trovato spiazzato nella mia ignoranza in tale ambito, riscontrando soprattutto difficoltà ad interpretare le risposte che giungevano tramite i vari telegrammi. Tuttavia, armandomi di una tabella trovata su internet, sono riuscito a tradurre tutto ciò che mi veniva riferito iniziando con un bel “ricevuto” e concludendo con l’immancabile “passo” o “passo e chiudo”. Ed è qui che si può apprezzare la cura nella narrazione proposta da LKA Games che, come abbiamo detto in apertura, ci riporta nel contesto storico della Seconda Guerra Mondiale. Un altro esempio è l’utilizzo del telefono fisso, dove dovremo digitare un numero con l’ausilio della cornetta rispettando soprattutto gli intervalli numerici.

Insomma, per quanto poco si possa fare, gli elementi ludici piazzati sul piatto si rivelano particolarmente curati, permettendo al giocatore attuale di sperimentare delle cose che oggigiorno sono difficili da reperire, offrendo così un gameplay capace di stupire in quei pochi frangenti che ci vengono concessi. Ancor più da elogio è la cura con la quale gli sviluppatori hanno realizzato i vari ambienti, ricreando oggetti ed arredamenti tipici di quel periodo storico, riportandoci indietro nel tempo di ben ottant’anni. Giulia può inoltre spostarsi per la mappa a piedi (correndo anche) o in bicicletta – se aggiustata –, oppure anche in barca per raggiungere alcuni punti d’interesse situati al lago. C’è una grande interattività con l’ambiente, sebbene a causa della censura, alcune interazioni sono state confinate e trasformate in cutscene o addirittura eliminate.

Martha is Dead

Una versione controversa

Abbiamo giocato Martha is Dead su PlayStation 5 e la nostra esperienza è stata influenzata dalle annunciate censure applicate unicamente sulle console di casa Sony. All’avvio del gioco ci siamo imbattuti in un avviso che, in parole povere, ci chiedeva se volevamo applicare o meno un filtro censura. La sua applicazione avrebbe limitato quelle scene ritenute dal team di sviluppo “troppo disturbanti per i giocatori più sensibili”, garantendo dunque un’esperienza emotivamente più sicura. Tuttavia, abbiamo scelto di non applicare tale filtro con l’intento di vivere (ipoteticamente) tale avventura senza alcuna limitazione. Ed è così che a malincuore scopriamo che alla fine, volendolo o meno, tali censure rimangono comunque presenti, seppur la situazione sia “idealmente” meno grave di quanto ci si auspicava all’inizio. Infatti, diverse sequenze che nelle versioni Xbox e PC sono interattive, diventano sulle console PlayStation passive, eliminando dunque quel punto di coinvolgimento del giocatore limitandolo ad essere solo uno spettatore. Sono stati rimossi inoltre tutti i possibili riferimenti sulla masturbazione, un qualcosa che ancora fatichiamo a concepire soprattutto nel momento in cui un titolo come The Last of Us Part II ci presenta qualche scena di sesso anche piuttosto esplicita. Ed è un peccato quando un tema come il sesso (o tematiche legate ad esso) diventi una sorta di tabù nella narrazione, specie quando forse dovremmo viverlo con completa naturalezza e rispetto. Ed è un peccato anche ritrovarsi con un filtro censura pressoché inutile e personalmente sono del parere che “o censuri tutto il censurabile, o non censuri affatto” e che quindi, con la mancata applicazione di tale impostazione, mi sarei aspettato quantomeno di giocare alla versione PC o Xbox.

Ma con magra consolazione, possiamo dire di aver vissuto comunque quei momenti disturbanti che scandiscono le parti più “inaspettate” della narrazione di Martha is Dead, e seppur vissute in qualità di spettatore, riescono a colpire con sufficienza nell’animo del giocatore. Andando avanti, possiamo dire che la nuova creatura di LKA Games presenta una grafica molto più al passo con i tempi, dando risalto alla campagna toscana che circonda la casa della protagonista. Anche lo stile delle architetture riprendono a pari passo le vecchie costruzioni italiane; persino il cimitero situato nelle vicinanze riprende tali caratteristiche (per non dire che somiglia molto a quello della mia città, tanto per rendere l’idea). Tuttavia, in alcuni frangenti abbiamo riscontrato qualche freeze che ci ha costretti a riavviare il gioco, ma visti gli aggiornamenti sinora usciti, tale problematica è divenuta un lontano ricordo. Il titolo si avvale inoltre anche delle funzionalità del DualSense, sfruttando l’altoparlante incorporato come un telefono, mentre i trigger adattivi ci trasmettono la pesantezza in alcune azioni che eseguiremo, senza contare che pure il feedback aptico ci trasmetterà nei momenti più concitati il pesante battito cardiaco di Giulia.

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CONCLUSIONI
Overall
8/10
8/10
  • GRAFICA - 7/10
    7/10
  • GAMEPLAY - 7.5/10
    7.5/10
  • AUDIO - 6/10
    6/10
  • LONGEVITÀ - 7.5/10
    7.5/10

IN SINTESI

Martha is Dead è un horror psicologico con una storia coinvolgente e straziante, capace soprattutto di colpire il giocatore nell’animo con la storia che lega le due gemelle Martha e Giulia. Unite dal flebile destino, il racconto ci riporta in un’Italia in tumulto a causa della guerra, dandoci come scenario la liberazione della penisola dall’invasione nazista. In questo contesto si cela però una narrazione ben più contorta ed appoggiata ad un gameplay che nel suo piccolo risulta decisamente curato; peccato solamente per le censure: il solo filtro non basta per regalarci la medesima esperienza che altrimenti avremmo vissuto con le versioni Xbox e PC, rivelandosi a conti fatti un qualcosa di apertamente inutile, sebbene grazie ad esso abbiamo potuto vivere da spettatori alcune delle scene più cruente del gioco.


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Matteo Murri

Appassionato di videogiochi, manga e anime, si interessa principalmente al panorama videoludico orientale, appassionandosi agli JRPG e non solo. Si destreggia in qualsiasi genere videoludico, osservando con interesse anche i titoli indipendenti, con l'obiettivo di entrare in contatto con tutte le sfumature possibili del videogioco.