Astro’s Playroom – Recensione: un DualSense per tutti

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Ok ragazzi, prima di partire mettiamo in chiaro una cosa: la recensione di Astro’s Playroom è essenzialmente inutile.

Mi spiego meglio. Noi del mestiere mestiere per modo di dire abbiamo il compito in sede di recensione di analizzare un videogioco con il sacro e divino scopo finale supremo di consigliarne o meno l’acquisto. Siccome Astro’s Playroom non si può acquistare capite bene che sto scrivendo per puro divertimento.

Premessa messa alle spalle iniziamo subito con il botto, anche perché qui di tempo da perdere non è che ne abbiamo molto (in Australia poi sei pure nel futuro – NdR Isma). Questo gioco è una bomba! Divertente, simpatico, appagante, colorato, cuccioloso, innovativo, affascinante, orecchiabile e frizzante. Potrei aver dimenticato qualche aggettivo, ma penso che il concetto sia chiaro.

Un titolo che pur proponendosi come sorta di “DualSense demo” riesce ad offrire una esperienza di gioco completa e appagante; e non è poco. Tenendo conto della premessa, questa “recensione” avrà un sapore piuttosto “light” e cercherà più che altro di raccontare le emozioni provate pad alla mano. Mai come in questo caso la frase “pad alla mano” calza a pennello in quanto sin dalla schermata iniziale si può essere stupiti. Ho fatto provare Astro’s Playroom a quattro amici tra cui una ragazza. L’espressione che prendeva vita sui loro volti proprio durante la schermata iniziale sarebbe stata da filmare. Epica. Sorrisi di incredulità si stampavano sui faccioni dei fortunati sorteggiati che in alcuni casi non “capivano” cosa stesse succedendo tra le loro mani.

Astro's Playroom

Poter percepire le diverse superfici sulla quale si cammina, la pioggia che picchietta sul nostro copricapo, il rinculo di una mitraglietta o le ventole che ci soffiano contro è stata un esperienza semplicemente magica.

Per dovere di cronaca spenderò anche due parole sulla natura di Astro’s Playroom che d’ora in poi per comodità e sfizio chiamerò Astroboy (Anche se il piccoletto si chiama Astrobot).

Siamo di fronte ad un platform puro con meccaniche e meccanismi molto familiari a tanti di noi. Ad un primissimo impatto il richiamo all’eterno Super Mario 64 è notevole, e questo è già un ottimo punto di partenza. La sfida offerta non è minimamente paragonabile ad altri titoli del genere per ovvi motivi (si tratta pur sempre di un grande tutorial) però il gioco offre parecchio materiale in grado di tenervi incollati allo schermo per svariate ore. Semplicemente perfetto l’inserimento di una modalità “time attack” dove potrete far fare brutte figure ai vostri amici digitali come ho fatto io con il signor Luca che ringrazio per l’invito alla sfida e saluto.

Astros Playroom

Croce per saltare, doppio salto con sparo laser, quadrato per tirare pugni manco foste Tyson e poi fate largo ai grilletti adattivi. Che detta così suona malissimo, ma sono loro a farla da padrone. Sì dai, un pochino anche il touch pad e il motion control. Il mondo di gioco, che è l’interno della nostra fiammeggiante nuova PS5 viene diviso in 4 ambienti principali: le ventole, la GPU, l’SSD e la RAM. Tutti accessibili dalla piazza della CPU o semplicemente dalla mappa, una volta sbloccata per la prima volta. Apro la mappa premo croce e aspett… no non aspetto sono già dentro al livello. Questo SSD fa miracoli, ma ora posso dire addio ai miei grissini al rosmarino che sgranocchiavo tra un “please wait” e l’altro. Ce ne faremo una ragione.

Esplorando l’interno della console ho poi scoperto il PlayStation LABO, ovvero una sorta di museo dove mi sono trovato in esposizione tutti gli artefatti che ho raccolto durante l’avventura. Di che artefatti parlo? Tutta la lineup hardware del marchio PlayStation con ogni oggetto riprodotto in maniera talmente fedele che mandando a Sony il numero seriale della mia PSOne virtuale me la sono venuti a riparare direttamente a casa. Ragazzi, non esagero… SPAVENTOSO.

I livelli di gioco sono davvero ben studiati e caratterizzati in maniera impeccabile. Dentro le ventole ci ritroveremo infatti un’ambientazione fredda e innevata, quasi glaciale, con un tema musicale molto vacanziero e spensierato. Mentre dentro il circuito SSD avremo a che fare con un ambiente molto frenetico e una canzone ritmata che vi farà muovere il sederino e urlare “S S D” e se non lo avete fatto siete semplicemente bugiardi.

Ultima, ma non meno importante, la zona sfide di rete, rappresentate in maniera prelibata da una porta ethernet che vi guida all’interno della sala sfide a tempo online dove appunto ho fatto fare la figuraccia al buon Luca. Otto sfide in uno schema 4+4 dove avremo una corsa contro il tempo a piedi per ogni mondo e una speciale utilizzando il costume di turno. Sì sì, ora vi spiego la storia dei costumi, tranquilli.

Ogni livello è diviso in quattro stage, 2 a piedi e 2 in costume; termine tecnico ufficiale. Una volta entrato nel costume i grilletti adattivi la fanno da padrone e sotto forma di scimmia, rana o astronave mi sono ritrovato bambino in un attimo. I grilletti vengono infatti utilizzati in maniera diversa per simulare la tensione di una molla, la propulsione dei razzi o la presa sulla roccia di una mano. Tutto in combinazione con il sensore di movimento per regolare la direzione del nostro Astroboy. L’unico costume a non utilizzare i grilletti è quello a forma di sfera che invece utilizza esclusivamente il touch pad e in un istante sono ritornato sulle spiagge di Riccione a giocare a biglie in riva al mare.

Astros PlayRoom

Potrei stare ore a cercare di spiegarvi come caspita funzioni il DualSense ma non riuscirei mai a farvi capire quanto sia figo e magico, quindi mi  limiterò a dirvi di comprarvi una PS5 (se ci riuscite) e provarlo perché è davvero qualcosa di incredibile. Ovviamente il tutto con il tempo passerà e si “normalizzerà”, ma per ora CASPITA! Non pensavo fosse davvero in grado di così tanta spettacolarità. Il potenziale c’è, speriamo venga sfruttato.

Rapido resoconto sul comparto grafico di Astro’s Playroom che si rivela semplicemente perfetto. Con uno stile molto colorato e divertente, il gioco viaggia fluido e senza problemi di alcun tipo. Mi sono purtroppo dovuto chinare una decina di volte a raccogliere la mascella da terra ogni qual volta che trovavo ed esaminano uno degli artefatti. In questo caso il livello di dettaglio è STRATOSFERICO; una copia virtuale praticamene perfetta a portata di pad.

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VOTO: 10

CONCLUSIONI

Signore e signori, siam giunti alle conclusioni e siccome non posso rispondere alla fatidica domanda “consiglieresti ai lettori l’acquisto di questo gioco?” Mi tocca dargli un sonoro e semplice 10/10 per rendere l’idea. Un voto chiaramente simbolico in quanto il 10 si tende a dare generalmente ai CAPOLAVORI. Tuttavia considerando la sua natura e il suo scopo ci troviamo di fronte ad un titolo che, a conti fatti, è semplicemente perfetto. Condito di tantissime chicche e momenti quasi strappalacrime, Astro’s Playroom è quel gioco di lancio che ogni console dovrebbe avere. Pieno zeppo di easter egg da capogiro (con un finale da standing ovation) e adattato magicamente alle nuove caratteristiche del DualSense, questo gioco è stato un susseguirsi di emozioni positive che mi hanno tenuto compagnia per almeno una quindicina di ore (però dicono duri poco – NdR Isma).


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