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Ys IX: Monstrum Nox – Recensione: cala la notte sul viaggio di Adol Christin

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Nonostante stia emergendo solamente negli ultimi anni, la saga di Ys conta sulle proprie spalle ben trent’anni di storia, forgiata sulle idee e l’esperienza ormai accumulata nel tempo da Nihon Falcom. Adol Christin, protagonista indiscusso di questa serie, ha sempre rappresentato egregiamente la figura dell’avventuriero, e come spesso accade nei J-RPG, intraprende di capitolo in capitolo un viaggio che lo porterà a risolvere il mistero di turno, dove non sono mai mancati quei legami nati da incontri fortuiti, o in maniera più simbolica, per volere del destino. La serie, che spalleggia quella di The Legend of Heroes nelle pubblicazioni di Nihon Falcom, sbarca nuovamente in Europa con Ys IX: Monstrum Nox, succedendo a Ys VIII: Lacrimosa of Dana – che vi consigliamo vivamente di provare – e il porting su PlayStation 4 di Ys: Memories of Celceta, portandoci finalmente in un nuovo spettro fantapolitico nella città prigione di Balduq.

Dopo aver concluso ed esplorato ogni meandro di questo luogo misterioso, noi di Push Button siamo finalmente pronti per parlarvi dell’ultima fatica europea di Falcom in questa nuova recensione, in attesa di scoprire dove ci porterà il vento in futuro.

Ys IX Monstrum Nox

Ys IX: Monstrum Nox Recensione: la maledizione dei Monstrum

Arrivati a Balduq, Adol e l’inseparabile Dogi vengono fermati in un posto di blocco dell’impero Romun, decretando l’arresto e reclusione immediata per il nostro avventuriero. Riuscendo a scappare dalla prigione di massima sicurezza e camuffando la propria identità, egli può finalmente circolare indisturbato tra le strade della città, caratterizzata a sua volta dalle tipiche architetture medievali – ispirate all’Occidente. È chiaro sin da subito che nella mastodontica prigione qualcosa non quadra, specie quando nel momento della sua fuga, Adol viene aiutato da una misteriosa donna di nome Aprilis, la quale guiderà il prode avventuriero verso il mistero che avvolge la città, chiedendo il suo aiuto per spezzare la maledizione dei Monstrum. Tali esseri, riconosciuti con dei soprannomi – tra cui anche Adol, che diverrà il Crimson King –, sono dotati di doni speciali grazie alla trasformazione che ne muta il loro aspetto umano; essi proteggono la città e i suoi abitanti dalla minaccia della Grimwald Nox – il fenomeno notturno che risveglia delle creature temibili dette anche Lemures –, stabilendo addirittura una sorta di routine per questo gruppo di improbabili eroi. Fatte dunque queste dovute presentazioni, Ys IX: Monstrum Nox si impegna a dedicare maggior parte del suo tempo all’introduzione dei vari personaggi giocabili, raccontandoci perlopiù le storie che li caratterizzano. Si tratta dunque di background molto complessi, che trovano diversi collegamenti con quella che riconosceremo come trama principale che tarderà purtroppo ad ingranare, lasciandoci a sua volta anche un po’ interdetti. Questo perché, nonostante lo spazio dedicato a ciascuno dei Monstrum sia stato utilizzato in maniera efficace, si ha come la sensazione di star vivendo un contesto completamente estraneo alla realtà che questo nono capitolo vuole narrare, perdendo addirittura il mordente nel momento in cui iniziano ad emergere quei dettagli così importanti che delineeranno gli immancabili plot twist.

Sempre nella seconda parte della narrazione, troviamo tutti i punti deboli di Ys IX, gravando enormemente sulla qualità della produzione. La colpa infatti risale ad una pessima gestione delle rivelazioni che arriveranno a tempo debito, le quali non trovano una degna scrittura rispetto al lavoro svolto con Lacrimosa of Dana, ed alcune sembreranno veramente campate in aria per trovare solamente un punto di svolta. Nonostante ciò, sono le side quest a migliorare la situazione, merito soprattutto delle numerose storie che vengono raccontate attraverso esse, dandoci modo di conoscere ancor meglio la gente del posto. In Monstrum Nox sono tanti i riferimenti verso la saga, dettagli che solamente chi ha potuto giocare ciascun capitolo della serie targata Nihon Falcom potrà scovarli; un elemento alquanto sorprendente dato che raramente si possono trovare così tanti rimandi al passato in Ys, e tali coinvolgimenti non possono che strapparci un piccolo sorriso. Eppure non basta a risollevare le sorti di un racconto che purtroppo, tra tanti sentimentalismi, non riesce a darci quelle stesse sensazioni che abbiamo provato una volta abbandonata l’isola di Seiren, deludendoci soprattutto nell’aspetto che ha sempre caratterizzato – egregiamente, aggiungeremmo – questa saga.

Ys IX Monstrum Nox

Un gameplay irrinunciabile

Quello di Ys, specie nei capitoli approdati su PlayStation 4 come Lacrimosa of Dana e Memories of Celceta, è un gameplay action RPG che nelle sue iterazioni ha effettuato un piccolo passo in avanti, migliorandone la godibilità, ed anche Ys IX: Monstrum Nox segue questa lenta, ma apprezzata, evoluzione. Sebbene la base del sistema di combattimento sia rimasta invariata rispetto ai due capitoli nominati poc’anzi, troviamo una piccola aggiunta come il boost, che potenzia temporaneamente gli attacchi del personaggio in utilizzo e ne rigenera gradualmente i punti vitali. Tornano ancora una volta le abilità equipaggiabili, sbloccabili mano a mano che utilizzeremo ogni membro del party o tramite i consueti libri acquistabili od ottenibili dagli  scrigni; mentre le abilità EX saranno ancora una volta il nostro asso nella manica. Fatte dunque queste piccole precisazioni, in quanto sostanzialmente non troviamo grossi cambiamenti nell’economia ludica di Monstrum Nox, ci è difficile chiudere un occhio sulla lentezza con cui il titolo risponde ai nostri comandi, soprattutto quanto concerne il movimento. L’esplorazione, ma in piccola parte anche l’azione, viene penalizzata infatti da una lenta reazione al nostro input di comando, il quale, molto probabilmente, arriva da una maggiore naturalezza delle animazioni. Vi sono stati diversi casi in cui abbiamo avvertito un’enorme pesantezza nel muoverci tra le strade di Balduq e dintorni, tanto da rendere frustrante l’antica arte del backtracking. La novità più succulenta di questo nuovo capitolo è il sistema dei doni, il potere che caratterizza ciascun Monstrum. Ogni potere, sbloccabile col naturale proseguimento della storia, fornisce uno strumento utile che approfondisce l’esplorazione della mappa, aprendola del tutto già con i primi doni che otterremo. Corsa sui muri, volo, terzo occhio, sono solo alcuni degli elementi che ci permetteranno di visitare ogni angolo della mappa e soddisfare la nostra sete di completismo, riuscendo dunque a rendere meno drastico – e più godibile – un aspetto così fondamentale del gameplay di Ys IX: Monstrum Nox.

Non mancano altre caratteristiche come l’affinità con i vari personaggi secondari, la possibilità di acquistare oggetti presso i relativi negozi o forgiare eventuali armi ed armature. Un cambiamento molto apprezzato invece è stato fatto con il sistema di movimento, il quale vede integrato finalmente il doppio salto, precedentemente utilizzabile tramite l’equipaggiamento di accessori speciali. Al posto di questi ultimi, troviamo i “sacramentals“, oggetti speciali che forniscono dei benefici importanti, atti a migliorare con bonus attivi diversi aspetti del gameplay. Quanto concerne alla mappa di gioco, ai nostri occhi appare decisamente più piccola rispetto ai mondi esplorati nelle passate iterazioni, ma comunque densa di collezionabili e contenuti, almeno all’interno delle mura di Balduq. Non possiamo elogiare allo stesso modo le aree esterne che si mostrano spoglie, cupe, povere di dettagli, lasciandoci con leggero amaro in bocca: dopotutto, siamo stati abituati molto bene con la quantità di oggetti ed elementi che potevamo scovare nei precedenti capitoli, tanto da riempire le proprie tasche con materiali di ogni tipo, un fattore che non è stato possibile rivivere in Monstrum Nox. Anche i consueti raid di Lacrimosa of Dana sono stati riconvertiti nelle Grimwald Nox, rimarcando quella struttura tower defense che si intervallava nel corso della storia. Mentre alcuni raid erano puramente facoltativi nell’ottava iterazione della saga, in Ys IX le Grimwald Nox sono fondamentali non solo per il proseguimento della trama, ma anche per lo sblocco di nuove aree della mappa, inaccessibili a causa delle barriere presenti in Balduq e dintorni. Tale missioni appariranno non appena si accumuleranno cento “Nox” tramite la sconfitta di nemici o missioni secondarie (quest’ultime saranno le più remunerative in tal senso), il cui accumulo evocherà il miasma, nonché unica chiave in grado di sbloccare il portale che ostruisce il passaggio verso la nuova porzione di mappa. Talvolta, però, tutto il processo che coinvolge queste missioni sono un semplice espediente che forza il giocatore a completare le missioni secondarie disponibili, allungando in tal senso l’ammontare delle ore di gioco accumulate. Queste forzature purtroppo spezzano il ritmo della trama, che altrimenti riuscirebbe ad avanzare regolarmente con assoluta leggerezza. Dunque ritroviamo un gameplay non troppo cambiato rispetto al passato, dove l’esplorazione assume un ruolo ancor più importante nel circondario ludico del prodotto; anche il sistema di combattimento, ulteriormente limato, si riconferma assolutamente perfetto per la serie, la quale può fare affidamento su un gameplay che non necessita di stravolgimenti.

Ys IX Monstrum Nox

Imprigionati in un mondo cupo

Ys IX: Monstrum Nox vede un piccolo miglioramento grafico, presentando ai nostri occhi un’immagine più pulita, seppur tale comparto risulti ancora datato – d’altronde, l’ultima avventura di Adol Christin beneficia ancora del vecchio engine di Nihon Falcom –, tuttavia diversi filmati di gioco presentano una risoluzione non proprio ottimale, dandoci la sensazione di avere tra le mani un prodotto nato vecchio piuttosto che invecchiato; come i suoi predecessori, dopotutto. Altro neo riguarda la palette dei colori che il più delle volte colpisce le ambientazioni con un monocromatismo indigesto, affliggendo l’ennesima avventura di Adol Christin con emozioni cupe, le quali annientano lo spirito dell’avventuriero che ci ha sempre accompagnato. Anche il frame rate non è del tutto stabile: in alcune situazioni si ha una discreta fluidità con i sessanta fotogrammi per secondo, eppure nelle sezioni interne alla prigione di Balduq e luoghi simili, la prestazione cala vertiginosamente mantenendo pur sempre una certa stabilità, riuscendo comunque a farci storcere il naso e non poco. Anche il level design vede alti e bassi: se la città di Balduq sfrutta a pieno i doni dei Monstrum, tra corse sui muri e planate, nelle aree aperte si avverte ci troviamo dinanzi ad una vacuità disarmante; un’involuzione della leggiadra bellezza di Seiren, colpendoci oltretutto dritti al cuore. Sotto questo punto di vista, ci saremmo aspettati molto di più dai ragazzi di Nihon Falcom, considerando che hanno sempre caratterizzato le loro ambientazioni arricchendole con tantissimi dettagli, e nonostante la validità di Ys IX: Monstrum Nox, ci sentiamo delusi da questo aspetto.

Fortunatamente ciò che non delude però è la colonna sonora, come sempre, un elemento in grado di avvalorare i momenti più importanti della storia, animando soprattutto i dungeon che affronteremo lungo la main quest. Ricca e variegata, capace di essere calzante anche nelle situazioni più impegnative, rimarcando quello che potremmo definire il marchio di Falcom per quanto concerne la soundtrack. Infine, ritroviamo un rigoroso doppiaggio originale, accompagnato da una localizzazione inglese non troppo complessa.

Ys IX: Monstrum Nox non è purtroppo in grado di competere col suo predecessore e sicuramente poteva essere una produzione più coraggiosa. Tra una trama traballante, che non ingrana e adotta delle soluzioni alquanto discutibili, una mappa ridimensionata che non ha molto da offrire, se non una grande quantità di collezionabili da raccogliere, la nuova avventura di Adol Christin non ci ha convinti del tutto. Non possiamo però ignorare il consolidamento effettuato sul sistema di combattimento che, a braccetto con le meccaniche legate ai doni dei Monstrum, propone un gameplay decisamente godibile, il quale interviene in maniera tempestiva sul backtracking. Detto ciò, ci auguriamo di non attendere molto per il prossimo viaggio del nostro avventuriero dai capelli scarlatti, con la speranza che Falcom dedichi un maggiore impegno nel world building e nella sceneggiatura, ricordandosi degli ottimi prodotti fatti arrivare tra le mani dei giocatori.

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CONCLUSIONI

Ys IX: Monstrum Nox è ben lontano dalla stessa qualità raggiunta nei suoi predecessori, trascinandoci in un viaggio non del tutto esaltante. Nonostante un gameplay avvincente, che mantiene la stessa pregevolezza delle passate iterazioni, trama e direzione artistica purtroppo non rimarcano completamente il talento di Nihon Falcom, offrendoci una storia tutt’altro che impressionante, con ambientazioni visivamente monotone. Insomma, il nono capitolo manca di mordente, pur riuscendo comunque ad offrire un’esperienza di gioco assolutamente godibile.


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Matteo Murri

Appassionato di videogiochi, manga e anime, si interessa principalmente al panorama videoludico orientale, appassionandosi agli JRPG e non solo. Si destreggia in qualsiasi genere videoludico, osservando con interesse anche i titoli indipendenti, con l'obiettivo di entrare in contatto con tutte le sfumature possibili del videogioco.