Mafia: Definitive Edition – Recensione

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Benvenuto nella Famiglia

Sono passati diciott’anni da quando abbiamo messo le mani sulla primissima versione di Mafia: The City of Lost Heaven, uscito ormai nel lontano 2002 e che, da lì in avanti, apportò diverse idee rivoluzionarie nel mondo dei videogame, divenendo un cult assoluto sia dal punto di vista delle meccaniche di gioco che delle miriadi di spunti narrativi che strizzavano l’occhio a “mostri” sacri del cinema quali: Il Padrino (regia di Francis Ford Coppola) o Quei Bravi Ragazzi (di Martin Scorsese), giusto per citarne alcuni. In questa recensione andremo quindi ad analizzare ciò che questo remake è riuscito ad apportare ai giorni nostri attraverso un aspetto tecnico totalmente rinnovato, ma con un’anima fedele alla sua controparte originale che, nonostante gli anni passati, si riconferma essere un vero e proprio pezzo di storia del videogioco.

Baciamo le mani, boss!

Ritorniamo quindi a vestire i panni di Tommy Angelo, il tassista accolto nella famiglia che collabora con la giustizia, ripercorrendo quindi tutta la storia già vissuta attraverso il titolo ormai quasi ventenne, senza nessun taglio sulla produzione. Il racconto rimane incredibilmente affascinante e godibile come un tempo, questo anche grazie alle ricche cinematiche caratterizzate da una regia completamente rivisitata e, a nostro parere, molto più coerente con gli standard videoludici odierni. Come detto precedentemente, essendo Mafia un titolo che si concentra molto più sulla narrazione (al contrario di un GTA), l’opera di Hangar 13 non sembra invecchiata di un giorno sotto l’aspetto della sceneggiatura, rendendo quindi il canovaccio originale ancora molto attuale.

La regia non è tutto: Mafia è disponibile totalmente in lingua italiana, presentandosi però con un doppiaggio totalmente diverso rispetto all’originale; anche se a volte estremamente enfatizzato con prove attoriali forse eccessive, risulta un ottimo adattamento della lingua ed anche un piacere per le orecchie. La colonna sonora è inoltre qualcosa di straordinario e rende tutto estremamente immersivo, facendoci respirare l’era del proibizionismo americano degli anni ’30. Insomma, una tracklist riorchestrata da zero comprendente ben trentacinque tracce.

Mafia

Un’offerta che non possiamo rifiutare

Questo titolo è davvero un’occasione d’oro per chiunque non si sia mai avvicinato al brand gangster per eccellenza, grazie ad una grafica ricchissima ed un motore di gioco ben sfruttato. Lost Heaven (città fittizia che unisce il fascino di New York a quello di Chicago) è stata completamente tirata a lucido ed infiocchettata a regola d’arte. Immergersi nelle strade americane anni ’30 è un’esperienza incredibile; la città è davvero viva: passanti che possono chiamare la polizia, volanti che possono inseguirci e multarci se superiamo il limite di velocità e molto altro.

Unica nota negativa è la poca interazione con il mondo che ci circonda e l’assenza quasi totale di missioni secondarie; perlomeno fino al termine della storyline principale, giustificato dalla volontà di Hangar 13 di concentrarsi su aspetti che riguardano uno stile di gioco dove la narrazione è padrona indiscussa. Le espressioni facciali in alcune cinematiche sono davvero impressionanti e riescono così a dare nuova vita ai protagonisti della storia di Angelo e compari. Ogni elemento in questa produzione è stato ripreso e completamente rifatto, comprese le cinematiche realizzate ed animate tutte in motion capture.

Tieniti stretto gli amici, ma i nemici ancor di più

Essendo un open world, il giocatore potrà visitare le strade proibizionistiche di Lost Heaven a piedi o con l’ausilio di veicoli quali: automobili, camion, barche e motociclette; queste ultime vere e proprie new entry del remake. Torna la modalità “Fatti Un Giro” che consente al giocatore di esplorare liberamente gli ambienti di gioco senza alcuna limitazione della storyline principale, oltre che naturalmente scatenare una tempesta di piombo contro bande rivali e autorità. Questa modalità offre al fruitore vere e proprie gare di vetture su pista. Le novità sui veicoli non finiscono qui, ci viene infatti in soccorso “l’Autopedia”, un vero e proprio compendio dei mezzi presenti in gioco dove il giocatore può anche dilettarsi in giri su circuiti a tempo.

La componente action è quanto di più classico un titolo di Mafia possa offrire, lasciando da parte combattimenti corpo a corpo un po’ troppo rigidi e fasi stealth talvolta inconcludenti. Il nostro Tommy sarà equipaggiato con ben due armi da fuoco: una principale e più veloce, mentre la seconda decisamente più pesante ma “letale”. Tommy è inesperto e la sua mira altalenante, quindi fruibile tramite un mirino volutamente impreciso e con rinculi delle armi da fuoco davvero violenti. Tutto sommato possiamo però fare un plauso per un equilibrio davvero ben architettato nel game design degli scontri a fuoco, anche se l’intelligenza artificiale dei nemici non è eccelsa, restando quindi molto spesso scoperti ed in piena traiettoria delle nostre bocche da fuoco.

Video Recensione

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VOTO: 8.5

CONCLUSIONI

Mafia torna in grande stile. Non solo si riconferma una perla anche ai giorni nostri, lo fa attraverso un remake che ha dato nuova luce ad uno dei titoli più importanti risalenti a due generazioni fa. Questa Definitive Edition, nonostante qualche difettuccio che entra a gamba tesa nella nostra valutazione, rimane un prodotto estremamente valido che consigliamo caldamente agli amanti del genere, ma soprattutto a chi non ha mai osato entrare nella “Famiglia” prima d’ora. Uno dei remake più memorabili di questa generazione.


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Lorenzo Longoni

È un collezionista letteralmente ossessionato dai videogames. Il suo obiettivo è diventare un po' l’Alberto Angela e un po’ la Chiara Ferragni del mondo videoludico. Sogna in futuro di combinare il lavoro di giornalista e divulgatore a quello di sviluppatore.