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Lies of P – Recensione: la favola di Pinocchio che non avete mai letto

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“In onore del Grande scrittore Carlo Collodi”

Lies of P inizia così.

Neowiz è Round8 Studio, per essere alle loro prime, armi hanno portato alla luce un prodotto eccezionale.

La scelta di adattare la famosa favola di Pinocchio in una chiave di lettura dalle atmosfere steampunk l’ho trovata un’idea geniale, ma ancora di più ho trovato bella ed affascinante la storia che narra del mondo nelle mani dei burattini creati dal padre e costruttore, Geppetto.

Prima di raccontarvi un po’ di cose su questa produzione, voglio essere sincero con voi: il mio primo approccio con il titolo, come un po’ per tutti, fu con l’arrivo della demo sulle attuali  piattaforme. Il gioco in un primo momento non mi convinse molto; ad un primo sguardo sembrava di vedere una brutta copia di Bloodborne, l’opera sviluppata dal rinominato studio FromSoftware. Le meccaniche apparivano molto legnose e tante delle cose inserite sembravano un copincolla da altri progetti.

Lies of P

Eppure il 19 settembre, giorno del rilascio di Lies of P sia in formato fisico che all’interno del  Game Pass, ho deciso di dargli una seconda possibilità e di immergermi nuovamente in questa esperienza.

Superato il prologo iniziale, la mia avventura con Pinocchio ha incominciato a rivelarsi sempre più interessante, a tal punto da immergermi completamente e volerne sapere sempre di più. Così ho deciso di continuarlo e dopo ore e ore di esplorazione, sudore, morte e qualche momento di felicità, sono riuscito a concluderlo. Spesso si dice  di non giudicare un libro dalla copertina. Ecco, con Lies of P non fatelo assolutamente; provatelo perché è un’opera che malgrado le sue imperfezioni è a tutti gli effetti un bellissimo ed eccezionale souls-like che merita il suo posto tra i colossi di casa From. Il perché? Ve lo spiego meglio nel corso della recensione

Io, Robot? No! Io, Burattino

Il nostro Pinocchio inizierà la sua avventura all’interno di un cavone con la fata turchina a svegliarlo. Il burattino dovrà farsi largo tra la città di Krat combattendo suoi simili, creature putrefatte, robottoni giganti e sconfiggendo boss di ogni genere. La sua ricerca sarà in un primo momento trovare Geppetto, un’impresa poi non così difficile. Una volta salvato egli affiderà al suo figlio prediletto il compito di scoprire la causa che ha portato i burattini a ribellarsi.

Le atmosfere in chiave steampunk ambientate nell’epoca della Belle Epoque rendono l’immaginario molto suggestivo: le strade sono buie e deserte, c’è sangue ovunque e non mancano messaggi di speranza, ma anche di morte. I palazzi sono distrutti e i loro interni risultano saccheggiati, altrettanto saranno le zone all’infuori della città.

Pinocchio, insieme all’aiuto di Gemini, il grillo parlante, e alla sua Fata Turchina dovrà cercare di riportare la luce su questo mondo. Per farlo gli occorreranno dei mezzi non facili, ma come per tutte le cose ci saranno delle persone che gli forniranno ciò di cui avrà bisogno.

Lies of P

CYBERPINOCCHIO!

Pinocchio in Lies of P fisicamente sarà molto diverso dalla favola originale: il piccolo burattino dalle sembianze umane è un giovanotto dotato di un braccio meccanico intercambiabile e di una ricca varietà di armi. La struttura di Pinocchio non si differenza da quella vista nei Souls; il personaggio gode degli attributi che per tutta nostra avventura potranno essere modificati a nostro piacimento tramite la nostra Fata Turchina. Per potenziarli ci occorrono degli Ergo che potremo raccogliere dai nostri nemici. Questi fungeranno come punteggio e potremo investirli per aumentare le caratteristiche del nostro burattino o spenderli per acquistare materiali o ancora per alterare il nostro arsenale.

Inoltre, a questo proposito, al banco di lavoro collocato all’Hotel Krat, luogo in cui più volte faremo ritorno per livellare, potremo creare delle nuove armi o smontarle a nostro piacimento  in modo  da adottarle per ogni necessità. Ad esempio è possibile slegare un martello o ascia dalla sua impugnatura a legarla ad un’asta elettrificati.

Questo sistema è molto innovativo, perché permette di sperimentare e capire come possiamo approcciarci allo scontro che dovremo affrontare.

Ma attenzione, perché l’arma destra, a differenza di quelle viste nei Souls, potrà subire dei danni e rischiare di rompersi e per evitare che succeda assicuratevi di avere sempre, a portata di borsa, una smerigliatrice, che con il tasto X o quadrato (a seconda di dove lo giocherete) ci permetterà di affilare la lama.

Per quanto riguarda il braccio meccanico, identificato a tutti gli effetti come un’arma secondaria, come quella primaria potrà essere modificata al banco di lavoro di Venigni, dove potremo decidere di crearne uno nuovo o di implementare quello equipaggiato, con un rampino, uno scudo, un lanciamine o, addirittura, un lanciafiamme.

Durante gli scontri, potremo utilizzare le nostre armi – specialmente la prima – anche come strumento di difesa per contrastare l’attacco nemico, andandogli a provocare così uno sbilanciamento che ci permetterà di recare un danno non indifferente, grazie all’uso del braccio in base all’arma equipaggiata.

Il sistema di combattimento sfrutta sotto questo aspetto quello già visto in Sekiro, di fatti una cosa molto importante da tenere in conto quando si combatte sono le tempistiche dei movimenti eseguiti dai nostri nemici.

Insomma, abbiate pazienza e vedrete che riuscirete a trovare un vostro approccio al gioco.

Lies of P

Un mondo oscuro quanto bello

Come già accennato, Lies of P a livello visivo è uno spettacolo. Le ambientazioni sono curate in modo molto maniacale e a renderle ancora più affascinanti ritroviamo l’illuminazione che gioca un elemento fondamentale in tal senso.

Bisogna riconoscere allo studio il grandissimo lavoro svolto sulla pulizia delle immagini; a schermo non si intravede una sbavatura e i dettagli sono nitidi. Io ho avuto modo di giocarlo su Xbox Series S e vi assicuro che in tutta la mia esperienza non ho riscontrato neanche un calo di frame rate.

Insomma, un elogio allo studio è doveroso, ma soprattutto da prendere come esempio, perché al giorno d’oggi opere di questo livello con una pulizia del codice così perfetta non se ne vedono tanto spesso.

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CONCLUSIONI
Overall
9/10
9/10
  • GRAFICA - 8.5/10
    8.5/10
  • GAMEPLAY - 8.5/10
    8.5/10
  • AUDIO - 8/10
    8/10
  • LONGEVITÀ - 8.5/10
    8.5/10

IN SINTESI

Ho iniziato Lies of P con aspettative molto basse e alla fine ho finito con innamorarmene. Questo progetto ha una sua direzione; può essere un primo inizio per chi non ha mai giocato ad un souls-like, oppure l’ennesimo titolo da mettere nella propria lista.

Dategli una possibilità; ne rimarrete sicuramente affascinati.


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Francesco Damiani

Appassionato di videogiochi e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo negli anni ha incominciato studiarli e a comprendere tutto ciò che si cela dietro il processo creativo.