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Il menù indie di Isma #2 – Zelda-like su Switch

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Eccomi di ritorno con Il menù indie di Isma, questa volta per scrivervi qualcosina su due giochi davvero interessanti e che si rifanno molto all’immaginario di The Legend of Zelda (tanto che uno dei due appare quasi come un clone). Qualora vi foste persi lo scorso appuntamento, potete recuperarlo a quest’indirizzo. Voglio infine ricordarvi che la rubrica si concentra non sui migliori indie in circolazione, bensì su quelli non sempre troppo considerati o comunque passati in sordina, nonché su titoli che è possibile trovare a cifre irrisorie e che al contempo risultano davvero validi. Non è però il caso di oggi, in quanto i due giochi indie che vi propongo si trovano rispettivamente ‒ di listino ‒ a 14,99€ e 19,99€. Direi dunque di non indugiare oltre e andare a scoprire il menù del giorno.

Per il primo piatto la casa offre il validissimo Blossom Tales: The Sleeping King, un titolo uscito nel 2017 e che potrebbe trarre molto in inganno ad una prima occhiata. Io stesso quando lo guardai in azione con un trailer esclamai una roba tipo “ma è la copia sputata di A Link to the Past”, snobbando di conseguenza il lavoro di Castle Pixel edito da FDG Entertainment (tra i tanti hanno pubblicato pure il mitico Monster Boy). Chiaramente è palese sia ben più di un semplice omaggio alla leggendaria serie targata Nintendo e che gli sviluppatori si siano rifatti proprio al modello del capitolo 16 bit uscito nel 1991 su Super Famicom. Eppure succede che più giochi, più vieni coinvolto dall’esperienza, capace di risultare a modo suo originale, nonostante la mole di elementi in stile Zelda. La fonte di ispirazione è servita sì per creare un mero clone di A Link to the Past, tuttavia non fa mai accusare il colpo proprio perché gli sviluppatori sono riusciti ad imprimere nella loro produzione indie quello che per certi versi manca al brand della grande N: un tasso di sfida decisamente più marcato e puzzle ancor più complessi (talvolta con una visione fuori dagli schemi).

Indie

L’avventura di Lily risulta ricca e variegata, piena zeppa di cose da fare e dal ritmo incalzante, come pochi Zelda. La libertà di movimento a otto direzioni garantisce molte più azioni rispetto ai vecchi capitoli 2D della saga e questo favorisce maggiori possibilità di approccio anche verso i rompicapi che potranno esprimersi in maniera più elevata. L’arsenale della nostra protagonista fa tutto il resto, ritrovando non solo le armi che conosciamo ma anche alcune piccole chicche che aggiungono pepe alla produzione. Si tratta di un indie derivativo, ma confezionato comunque con una cura certosina, dimostrando che con giusto impegno e dedizione anche con un prodotto del genere si possono realizzare grandi cose. Niente male lo stile grafico che richiama moltissimo A Link to the Past, presentando però una pixel art davvero gustosa e piacevole da vedere. Ottima la colonna sonora che sa accompagnarci durante la nostra avventura con un’eleganza degna di un The Legend of Zelda. Curioso infine notare come il giocatore viva un racconto narrato da un nonno ai suoi nipoti, i quali di tanto in tanto interromperanno la storia facendo delle domande; in base a queste risposte un particolare elemento dello scenario o alcuni nemici principali muteranno a seconda della nostra scelta. Nota di merito anche ai dungeon, degni di essere comparati a quelli della fonte di ispirazione, segno evidente che gli sviluppatori non solo conoscono molto bene la saga Nintendo, ma hanno pure le idee chiare su come debba essere realizzato uno Zelda-like di tutto rispetto (un giorno approfondiremo il discorso in termini di retrogaming). Blossom Tales non è al momento in sconto su eShop, tuttavia lo è su Steam e potete recuperarlo al modico prezzo di 6,74€. Il mio consiglio è di aspettare però un’offerta sullo store Nintendo; finisce spesso a metà prezzo. Aggiungetelo alla vostra wishlist… volete mettere giocarlo in portabilità?

Il secondo piatto del menù indie del giorno è Hob, sviluppato da Runic Games. A differenza di Blossom, qui troviamo un’idea di fondo molto più originale e caratteristica, seppur non manchino dei rimandi a The Legend of Zelda; tra tutti l’essere incentrato su una progressione che ci permette di accedere mano a mano in nuove aree (tipica anche dei metroidvania) e un puzzle-solving efficace e peculiare, soprattutto considerando che l’intero mondo di gioco potrebbe essere definito come un gigantesco rompicapo. I creatori di Torchlight hanno imbastito ambientazioni artisticamente meravigliose, dando vita ad un level design che si rivela sicuramente il pezzo forte dell’indie in questione. Hob risulta interessantissimo anche dal punto di vista narrativo, tant’è che apre le danze con un momento di alta disperazione: il protagonista entra in contatto con la piaga che sta infestando il mondo e il robot che lo aveva risvegliato dal suo lungo sonno gli taglierà il braccio per donargli il suo. Da qui l’iconico arto bionico che è possibile intravedere anche dalle varie immagini, pur senza conoscere l’indie di Runic Games. La corruzione si espande sempre più e sarà nostro dovere far risplendere le terre di Hob di nuova luce. Attorniato da una poetica per nulla zeldiana, ma molto più vicina allo stile di Fumito Ueda, ci dà persino la possibilità di influenzare il finale con delle scelte specifiche.

Indie

Molto più zeldoso è l’approccio al gioco, imperniato sulla mera esplorazione, la risoluzione di vari rompicapo e il ritrovamento di vari poteri che di fatto vanno a mutare l’intera esperienza, ma rispetto ad uno Zelda vi è un platforming decisamente più marcato (non sempre efficace a causa della telecamera) che lo rende associabile anche ai Prince of Persia di Ubisoft. Muoversi in quello che è a tutti gli effetti un grosso marchingegno da riattivare con l’elettricità non ha prezzo. Come già detto, il level design è veramente pazzesco e puzzle dopo puzzle il tutto riesce ad intricarsi sempre più, mostrandoci le meraviglie di un mondo sì in rovina, ma realizzato con una cura straordinaria e tanto amore. La colonna sonora fa poi tutto il resto, e senza invadere la scena ci accompagna e culla in questo viaggio verso una nuova speranza. Il sistema di combattimento è forse l’unica nota dolente della produzione, ma considerando che non è questo ciò su cui Hob punta è anche difficile muovere una critica concreta (sarebbe un po’ come dire che ICO ha un combat system per nulla profondo). Hob è un vero e proprio viaggio, fatto di stile, poetica e avventura. Giusto la telecamera potrebbe rovinare qualche sezione ludica, ma bisogna dire che a favore di certe inquadrature mi sento di appoggiare la scelta di Runic Games, pur rendendo meno intuitivi alcuni segmenti dell’opera. Magari un pizzico di attenzione in più non avrebbe guastato, ma non saranno queste piccole cose a minare quella che è un’avventura memorabile nel suo essere contenuta. Hob è attualmente in sconto su Nintendo eShop a 13,99€ rispetto al prezzo di listino, ma su Steam lo si trova ancora a meno (9,99€). Anche in questo caso mi sento però di ripiegare sulla versatilità di Switch, ma a voi la scelta.

Sono due titoli da tenere assolutamente in considerazione, ognuno per i suoi valori. Li avete giocati? Si conclude dunque anche questo appuntamento con Il menù indie di Isma. La rubrica torna come sempre tra due settimane. Domenica prossima non perdetevi invece Riscoperti Con Game Pass.

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Ismaele "Isma92" Mosca

Appassionato di videogiochi sin da piccolo, al punto tale da portarlo nel tempo a scrivere per circa dieci anni per il settore videoludico. Dopo aver lasciato tutte le testate per le quali scriveva, eccolo intraprendere una nuova avventura sulle pagine di Pushbutton.it, piccola realtà nata dalla sua mente e quella di due grandi compagni di viaggio, nonché cari amici: Gennaro Schiavelli e Antonio Rodo. Retrogamer incallito e musicista, ama la pizza e la cultura nipponica ed è pronto a raccontarvi e condividere tutto quello che gli passa per la testa.