GetsuFumaDen: Undying Moon – Recensione Accesso Anticipato

Condividi la tua esperienza, grazie

4
(2)

Se si parla di Konami si ha sempre l’amaro in bocca, non solo per ciò che è stata la diatriba con il game designer Hideo Kojima ed il tracollo della saga di Metal Gear Solid, ma anche per come questa enorme software house nipponica abbia gestito la qualità dei suoi prodotti da un po’ di tempo a questa parte. Non ci diamo per vinti, noi ci crediamo ancora ed a quanto pare facciamo bene! Nel reboot/sequel, GetsuFumaDen: Undying Moon, non solo abbiamo visto uno studio indipendente ma talentuoso come quello di GuruGuru, bensì anche un vecchio volto di Konami che credevamo perso per sempre ed un amore enorme verso un’IP anni ’80 che pensavamo oramai finita nel dimenticatoio. Ci sbagliavamo, e ne siamo tremendamente felici.

GetsuFumaDen è un titolo uscito nel lontano 1987 sviluppato per Nintendo Famicom (controparte nipponica del nostro Nintendo Entertainment System “NES”) uscito esclusivamente in Giappone in quanto all’epoca il mercato occidentale si concentrava su altri titoli storici del comparto Konami come ad esempio i Castlevania. Nella terra del Sol Levante, però, GetsuFumaDen è visto al pari delle altre gloriose IP del colosso nipponico e molto spesso addirittura viene categorizzato come al pari di uno spin-off in chiave folkloristica giapponese di Castlevania, una sorta di “What If” insomma.

Parliamo quindi di un titolo che nonostante il successo in terra natia, non ha impiegato molto tempo a cadere nell’oblio dei giochi dimenticati dall’azienda madre e che di certo non ci aspettavamo di rivedere in una reincarnazione in chiave moderna.

Un quadro in movimento

GetsuFumaDen

Dalla grezza pixel art del 1987 in GetsuFumaDen: Undying Moon passiamo ad un 3D cel-shading davvero singolare. Il mondo di gioco è caratterizzato da una grafica totalmente rivisitata e ridisegnata tridimensionalmente (nonostante il gameplay a scorrimento orizzontale) ispirata all’arte classica giapponese. Tutto ha uno stile davvero invidiabile, sembra lo srotolarsi di un rotolo appartenente ad un manoscritto dell’epoca Sengoku simile a ciò che abbiamo potuto apprezzare in Okami.

Un piacere per gli occhi sotto ogni punto di vista: dal character design che si riversa sulla mitologia tipica di quel periodo al worldbuilding che prende spunto alle stampe di artisti come Hokusai o Hiroshige. I boss del gioco hanno inoltre davvero una marcia in più: la loro caratterizzazione stilistica si riflette anch’essa su opere artistiche diventate poi icone del paese nipponico tra le quali “Takiyasha la Strega e lo Scheletro Spettro” di Utagawa Kuniyoshi o “Recuperare un oggetto dal Palazzo del Drago” sempre di Kuniyoshi. Insomma, non solo un omaggio alla cultura nipponica ma anche un’amore immenso verso l’arte che lo ha caratterizzato nel tempo.

GetsuFumaDen

Non si può dire la stessa cosa per i personaggi protagonisti dell’opera: questi ultimi tendono a rimanere una mera rivisitazione di quelli già visti nel titolo originale con toni molto più simili a quelli che possiamo ritrovare in un manga moderno piuttosto che in un’opera antica. Con questo ci teniamo a precisare che abbiamo comunque apprezzato il design ma non ci hanno convinto a pieno; magari sarebbe stato meglio una tipologia di personaggi in uno stile più coerente a quello del mondo di gioco.

Il succo della questione

GetsuFumaDen: Undying Moon è un roguelike, al contrario del suo predecessore che si avvicinava ad un action a scorrimento semplice. In questa avventura impersonificheremo Getsu Fuma un condottiero del Clan Getsu, il prescelto dalla sua famiglia per riportare l’equilibrio del mondo allo suo stato originario di pace. L’epoca in cui il canovaccio racconta la storia si ubica circa 1000 anni dopo le vicende accadute nel precedente capitolo per NES. Le gole dell’inferno si sono aperte lasciando che Ryukotsuki, un demone dalla potenza inarrivabile, sguinzagliasse le sue orde demoniache per il mondo, portando una piaga fatta di distruzione, morte, disperazione e caos.

GetsuFumaDen

L’uso delle armi è un elemento fondamentale: il gioco ci mette a disposizione un arsenale davvero invidiabile nonostante si stia parlando ancora di un early access. Potremo quindi equipaggiare due armi alla volta e scegliere noi quale usare come principale o secondaria; oltre a questa possibilità, ci vengono incontro armi consumabili: bombe, granate, kunai e molto altro. Nonostante il gameplay basato sul trial and error ed alla frustrazione, non risulta mai stancante e ad ogni run stimola il giocatore a pianificarsi un percorso sempre nuovo ed a esplorare il level design in maniera tale da architettare strategie e tecniche diverse per arrivare alla fine ed affrontare i boss.

Questo titolo, nonostante la difficoltà, rimane estremamente solido e divertente. In diverse occasioni ci siamo trovati a bocca aperta davanti a risvolti di gameplay che non ci aspettavamo e ci auguriamo che con il tempo e le patch in arrivo da GuruGuru e Konami riescano a raffinare ed ulteriormente migliorare il prodotto.

Facebook Comments

Quanto ti piace questo Articolo?

Fai clic su una coppa per votarla!

Voto medio 4 / 5. Conteggio voti: 2

Nessun voto finora! Sii il primo a votare questo post.

As you found this post useful...

Follow us on social media!

VOTO: 8

CONCLUSIONI

GetsuFumaDen: Undying Moon è un degno sequel che porta finalmente un gioco inedito fino ad oggi nel panorama occidentale con dignità e potenziale. Crediamo molto nel progetto e a nostro parere potrebbe addirittura eguagliare – se non superare – il carisma e la bellezza di giochi come Hades. Potrete trovare questo gioco in accesso anticipato sulla piattaforma Steam nella sua versione PC al prezzo di 24,99€, ma ricordiamo che potrebbe variare nella sua versione definitiva prevista per il 2022. Nintendo ha annunciato l’arrivo del titolo anche su Nintendo Switch disponibile ora in pre-acquisto dal Nintendo eShop.


Condividi la tua esperienza, grazie

Lorenzo Longoni

È un collezionista letteralmente ossessionato dai videogames. Il suo obiettivo è diventare un po' l’Alberto Angela e un po’ la Chiara Ferragni del mondo videoludico. Sogna in futuro di combinare il lavoro di giornalista e divulgatore a quello di sviluppatore.